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Stagione teatrale "Altre storie oltre il sipario"

mercoledì 27 marzo 2019

Ore 10.00


VERSO KLEE
un occhio vede, l’altro sente

Compagnia: Tam Teatromusica

Regia: Michele Sambin

Con: Flavia Bussolotto, Alessandro Martinello

Età: da 6 a 10 anni

Durata: 50’

Genere: teatro musicale e immagini proiettate

Prezzo biglietto: intero € 7,00 – ridotto € 6,00






  Scheda didattica spettacolo  


Uccelli di conoscenza
pesci di cuore
minuscole creature dagli occhi senza confini...
Buongiorno a voi!

Molte delle parole che in forma di racconto poetico contrappuntano il lavoro scenico, sono tratte Diari di Paul Klee

verso Klee un occhio vede, l’atro sente completa la trilogia di Tam sulla pittura del ’900.

Il progetto è pensato per avvicinare i giovani spettatori all’arte visiva del secolo scorso e agli artisti che hanno rinnovato con la loro tecnica e la loro poetica il linguaggio della pittura e dell’arte.

Dopo Chagall (Anima Blu), Picasso (Picablo) è ora la volta di un pittore musicista: Paul Klee, con il suo violino suonato in quartetto, per lungo tempo nel dubbio se diventare pittore o musicista. Con i suoi burattini realizzati per il figlioletto Felix. Con le sue parole poetiche grazie alle quali ci ha lasciato liriche di grande intensità. Con il suo insegnamento al Bauhaus e i suoi testi teorici. Con tutta la riconoscibilità di alcune sue opere entrate prepotentemente nello sguardo di molti...

Spogliare la pittura di Klee dai luoghi comuni per ricercarne la natura più nascosta e segreta, è forse l’ambizione di questo nostro lavoro scenico.

Abbiamo immaginato allora l’incontro, ideale, tra Klee e Tam: tra il pensiero sull’arte espresso da Klee e la poetica teatrale di Tam, tra la sua ricerca pittorica e la nostra ricerca scenica. E dopo esserci immersi nei suoi diari e negli appunti per le lezioni al Bauhaus, in molte sue opere pittoriche e aver riflettuto sui titoli particolarissimi e spesso ironici delle sue creazioni, dopo aver subito il fascino della collezione dei burattini che Klee costruiva e poi donava al piccolo figlio Felix perché giocasse al suo teatro, abbiamo scelto per la prima volta di misurarci con la maschera.Sono nate così le figure a metà tra la marionetta e il burattino che abitano la scena e accompagnano gli spettatori nel mondo di Klee.

Sono figure - fantastiche o ispirate alla realtà – che si muovono all’interno di uno spazio in continua trasformazione, uno spazio fatto di stanze, intimo come intima ci è parsa l’arte di klee. E i segni geometrici dell’artista, appartenenti al suo vocabolario primordiale, le materie dei suoi straordinari sfondi, le forme fantastiche che popolano la sua interiorità connotano lo spazio scenico in cui le grandi maschere agiscono e si muovono conducendo per mano lo spettatore in un universo magico che segue la logica dei sogni.




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