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cinemateatroNuovo non ti lascia solo


Cosa sono 1,5 mesi di limitazioni (non si può andare al cinema, vedere uno spettacolo teatrale, frequentare la scuola, perfino uscire di casa e spostarsi) contro 15 anni di narrazioni teatrali?
E allora noi di cinemateatroNuovo e di Ariel riempiamo queste settimane difficili, in cui per preservare la salute nostra e di tutti ci viene chiesto di stare a casa il più possibile, con quello che abbiamo fatto in tanti anni di "Ti racconto un libro".
Da casa, ti offriamo la possibilità di riascoltare un bel po' delle narrazioni di Trul.
Perché tante volte ci hanno detto che "Ti racconto un libro" ricordava i radiodrammi di un tempo; ecco allora le registrazioni audio (corredate dalle fotografie, che tanto le abbiamo).
Tutte da ascoltare, lasciando che la fantasia segua le parole.
Per tornare, speriamo fra poco, a riempire il cinemateatroNuovo per nuove proiezioni, nuovi spettacoli, nuove narrazioni, nuove drammaturgie.


37° appuntamento: ON THE ROAD


Fernanda Pivano, traduttrice di "On the road", ricorda come, nei primi giorni del 1958, Kerouac, «probabilmente già schiacciato dagli stereotipi che lo avrebbero ucciso», aveva confessato in un’intervista di essere enormemente triste perché era soffocato dal peso della vita e «avrebbe voluto essere al sicuro, già morto». Questo infatti non è solo un romanzo, è il simbolo di tutta la Beat Generation; Kerouac è il profeta del sogno americano, di un movimento mondiale di giovani che fondavano la vita sui pilastri della libertà, della trasgressione, del jazz e dei viaggi in autostop. Sono pagine che hanno saputo dare parola al ritmo di un'intera epoca, ma che forse non hanno permesso ai loro protagonisti di crescere e cambiare.

Registrato mercoledì 9 ottobre 2013. Compagnia: Crocevia Dei Viandanti






36° appuntamento: ALLA RICERCA DEL TEMPO PERDUTO


Un vero e proprio affresco che ha accompagnato lo sbocciare del XX secolo, questa potrebbe essere l'estrema sintesi dei sette libri che compongono il colossale romanzo "Alla ricerca del tempo perduto". Proust ha saputo creare una polifonia di voci che, ciascuna con la propria sensibilità, racconta il suo mondo, un mondo che sta inconsapevolmente tramontando verso le tragedie del nuovo secolo: il senso del tempo, la memoria, il sogno, il desiderio. Vite minute che, scandagliate in un'insospettabile profondità, diventano paradigmatiche, eroici giganti con cui commisurare le nostre esistenze. "La qualità di Proust" scriveva Virginia Woolf "è l'unione dell'estrema sensibilità con l'estrema tenacia. E' resistente come il filo per suture ed evanescente come la polvere d'oro di una farfalla."

Registrato mercoledì 24 ottobre 2012. Compagnia: GLI AMMAZZACAFFE'






35° appuntamento: IL BAMBINO SOTTOVUOTO


Uno dei primi prodotti di una fabbrica sperimentale viene recapitato alla signora Bartolotti, donna "nel fiore degli anni". Basta versare nel barattolo una soluzione nutritiva e il nanetto grinzoso rannicchiato là dentro diventa un bel bambino di sette anni, affettuoso, gentile e beneducato. Ma la fabbrica ha inviato il pacco al destinatario sbagliato e vuole indietro il suo prezioso prodotto. Come fare a rendere Marius irriconoscibile? Forse peggiorando un po’ le sue buone maniere? Divertente e scanzonato, questo è un libro che fa anche riflettere: siamo proprio sicuri che essere assolutamente perfetti sia sempre la soluzione migliore?

Registrato Domenica 8 marzo 2015. Compagnia: Ariel Junior






34° appuntamento: Se una notte d'inverno un viaggiatore


"E' un romanzo sul piacere di leggere romanzi; protagonista è il Lettore, che per dieci volte comincia a leggere un libro che per vicissitudini estranee alla sua volontà non riesce a finire." Chi meglio di Calvino potrebbe spiegarci cosa sia "Se di notte d'inverno un viaggiatore"? Non si tratta solo di un romanzo, ma di un esperimento letterario, di un esperimento per conoscere la mente, la fantasia, la creatività, la dimensione sociale della persona. Lo si può seguire come una storia piena di suspense per capire come possa risolversi l'intreccio, oppure lo si può riconoscere come un testo che demolisce ogni nostra abitudine alla lettura e che vuole ricostruire una nuova e forse disorientante consapevolezza di noi lettori.

Registrato mercoledì 7 ottobre 2015 - Compagnia: Rami-percorsi teatrali






33° appuntamento: IL CAPPOTTO


"E Pietroburgo rimase senza Akakij Akakievič, come se non fosse mai neanche esistito. Si dileguò, scomparve un essere che non era protetto da nessuno, a nessuno caro, e che non interessava nessuno; che non aveva richiamato su di sé l'attenzione neppure del naturalista, il quale non manca di infilzare nello spillo anche una comune mosca e studiarla al microscopio; un essere che aveva sofferto umilmente ogni beffa dei compagni d'ufficio, e che era disceso nella tomba senza aver compiuto nulla di notevole nella vita." Una descrizione schietta e diretta, quasi feroce. Ma è mai possibile che esista una vita così indifferente? No, una creatura non è mai indifferente in sé, ma rischia di essere indifferente agli occhi ciechi di chi valuta un uomo dal suo cappotto, di chi è pronto a lasciare che l'altro muoia solo. Gogol lascia al suo protagonista una possibilità di riscatto, ma è l'amaro riscatto della vendetta.

Registrato mercoledì 4novembre 2015 - Compagnia: Schedía Teatro






32° appuntamento: POIROT A STYLES COURT


La regina del giallo è Agatha Christie, il suo re è Hercule Poirot. E questo è l'atto di nascita del loro regno: "Poirot a Styles Court". Ma in che modo nasce un personaggio immortale come il noto detective? La risposta è facile: per scommessa. La sorella della Christie l'aveva sfidata a scrivere un romanzo, ritenendola inadatta al compito: a circa un secolo da quel momento possiamo tranquillamente dire chi abbia veramente vinto. E il processo creativo iniziò proprio con l'ideazione di un nuovo Sherlock Holmes, ed ecco che vide la luce Poirot: testa a uovo, baffi imponenti e impomatati, scarpe di vernice sempre lucide, una fissazione per l’ordine e la simmetria. L'ambientazione era quella domestica: l'Inghilterra ai tempi della Prima Guerra Mondiale nel maniero di Styles Court (e infatti la casa della Christie e del primo marito si chiamava Styles). E proprio in un contesto di famiglia e amicizia nacque il delitto.

Registrato mercoledì 21 novembre 2012 - Compagnia: Crocevia Dei Viandanti






31° appuntamento: IL BIRRAIO DI PRESTON


Gli insegnanti di lettere del secondo anno del liceo classico di Ispica, in provincia di Ragusa, hanno deciso che per instillare nei ragazzi il piacere della lettura, servisse un cambiamento: "I Promessi Sposi" di Manzoni sono così stati sostituiti da "Il birraio di Preston" di Camilleri. Il progetto era ambizioso, al punto che Camilleri stesso optò per una lettera aperta al Manzoni: l'autore siciliano sposava la scelta dei professori perché lui stesso, da studente, non era riuscito ad innamorarsi del romanzo ottocentesco.
Anche in questo caso lo sfondo è storicamente fondato: il prefetto di Caltanissetta vuole inaugurare il teatro con una sconosciuta opera lirica, Il birraio di Preston. L'opera si trasforma presto in un dramma a causa di un incendio doloso, da cui prende le mosse una moltitudine di avventure. Si arriverà al lieto fine?

Registrato mercoledì 5 ottobre 2011 - Compagnia: GLI AMMAZZACAFFE'






30° appuntamento: OPINIONI DI UN CLOWN


Un uomo, la porta chiusa, una maschera e un telefono. Potrebbe essere il rientro a casa di uno di noi. Probabilmente la stanchezza è la stessa, così come l'incertezza del futuro, la maschera è però diversa: non è una mascherina, ma la maschera di un clown. Hans Scnier nella Germania del secondo dopoguerra è un clown di poco successo, dopo l'ennesima serata insoddisfacente arriva con tutto il suo peso il fallimento sul piano personale: la compagna Maria lo ha lasciato. La slavina è partita e coinvolge tutto: sotto lo sguardo anticonvenzionale e irriverente di Heinrich Böll passano il matrimonio, la famiglia, la carriera, il denaro. Tutti i valori del mondo borghese vengono messi in discussione, cosa si salverà tra le "Opinioni di un clown"?

Registrato mercoledì 3 novembre 2010 - Compagnia: Schedía Teatro






29° appuntamento: GIALLO MORO


Ci sono eventi che dividono il tempo – la Storia – in due: un prima e un dopo.
Ci sono eventi dopo i quali la Storia prende un’altra direzione, e niente (o quasi) è più come prima.
Nella storia d’Italia, il rapimento e l’omicidio di Aldo Moro sono uno di questi eventi.
Il rapimento e l’omicidio… come se fossero una cosa sola, con quei 55 giorni terribili a unirli in maniera indissolubile.
In “Giallo Moro” abbiamo raccontato quei 55 giorni.
È uno spettacolo – una narrazione teatrale del dramma dello statista democristiano – che venne rappresentato in quasi quaranta repliche in tutto il nord Italia, da Moncalieri e Padova; che, per una compagnia dilettante come la nostra, rappresenta qualcosa di davvero singolare.
È uno spettacolo del 2003 (nel venticinquesimo di quei fatti), che oggi dimostra anche tutta la sua età; anche perché, nel frattempo, nuove verità sono emerse, in particolare dal lavoro dell’ultima commissione parlamentare che se ne è occupata. E i riferimenti storici di cui parla (la DC, il PCI, il processso Andreotti, le Brigate Rosse…) sono ormai ricordi sbiaditi nella memoria.
Lo riproponiamo oggi, nei pressi del 9 maggio, a 42 anni dal ritrovamento del corpo di Aldo Moro sulla Renault 4 in via Caetani, a Roma. Nella speranza che possa servire a non dimenticare.
Che mantenga vivo in noi il desiderio della verità, che sola può farci liberi.

Registrato il 6 marzo 2004 - Compagnia: A.R.I.E.L.






28° appuntamento: MADAME BOVARY


"Madame Bovary sono io." Uno scrittore si innamora così profondamente del suo personaggio da identificarsi con la sua stessa creatura. Del resto, come fare a non subire il fascino di una donna che manipola gli uomini, manipola la sua cultura, manipola la sua intera esistenza in modo da fare della vita un romanzo? Emma è mossa da un incessante desiderio di successo, di soddisfazione, di realizzazione di sé, ma si scontra con la banale quotidianità del vivere che non riesce a farla sentire unica e speciale. Ma quando l'insoddisfazione si incancrenisce in dolore, in delusione, in angoscia e in rinuncia al riscatto... Sentiamo quale soluzione propone Flaubert.

Registrato mercoledì 7 novembre 2012 - Compagnia: Schedía Teatro






27° appuntamento: MARY POPPINS


Giovanna e Michele hanno avuto numerose bambinaie, ma tutte si sono dimesse. Un giorno una strana donna scende volando con un ombrello nel Viale dei Ciliegi, il posto dove i fratelli abitano. Dice di chiamarsi Mary Poppins, ed ha un'aria severa, ma anche coinvolgente e simpatica. Li porta in posti strani: in un negozio dove una signora vecchia dice di risalire alla formazione del mondo, vedono il cane Andrea dei vicini parlare, sentono dialogare i fratelli piccoli con lei ed un uccello, e fanno anche un viaggio nel mondo: a nord, a sud, a est ed a ovest. Infine Mary Poppins se ne va, e consegna ai bambini dei regali.

Registrato Domenica 3 marzo 2013 - Compagnia: Ariel Junior






26° appuntamento: FONTAMARA


«Fontamara somiglia dunque, per molti lati, a ogni villaggio meridionale il quale sia un po' fuori mano, tra il piano e la montagna, fuori delle vie del traffico, quindi un po' più arretrato e misero e abbandonato degli altri. Ma Fontamara ha pure aspetti particolari. Allo stesso modo, i contadini poveri, gli uomini che fanno fruttificare la terra e soffrono la fame, i fellahin, i coolis, i peones, i mugic, i cafoni, si somigliano in tutti i paesi del mondo; sono, sulla faccia della terra, nazione a sé, razza a sé; eppure non si sono ancora visti due poveri in tutto identici». (I. Silone)
Silone nel suo libro più famoso non si limita a scrivere una storia di povertà, ma propone soprattutto una storia di lotta contro le avversità e la durezza dell’esistenza. E’ facile riconoscere le violenze della dittatura fascista dietro gli arroganti padroni di “Fontamara”, ma purtroppo gli intestatari di soprusi non finiscono col famigerato ventennio.
Per vincere fino in fondo la lotta, serve però un altro elemento: il racconto. I sopravvissuti di Fontamara, come tutti i protagonisti di un accadimento esemplare, hanno bisogno di raccontare il proprio vissuto. Ma il ruolo del narratore fa ben poca strada senza di noi, senza gli ascoltatori…

Registrato mercoledì 17 novembre 2010 - Compagnia: A.R.I.E.L.






Venticinquesimo appuntamento: IL ROSSO E IL NERO


“La vita d'un uomo era un seguito di pericoli. Ora la civiltà ha cacciato il pericolo, non c'è più imprevisto. Se dell'imprevisto appare nei pensieri, non si hanno abbastanza epigrammi contro di esso; se appare negli avvenimenti, nessuna vigliaccheria è più bassa della nostra paura. Qualunque follia la paura ci faccia commettere, è scusata.”
E Julien Sorel, il protagonista del romanzo di Stendhal, dopo la delusione napoleonica, inanella una lunga serie di vicende dettate anche da vigliaccheria, paura e financo follia. La sua esistenza è lacerata dalle contraddizioni: le passioni amorose, la vita religiosa, il desiderio di affermazione personale, la lucidità implacabile di una ragione che risponde solo a se stessa e ai propri piani, l’amarezza di progetti che si sfaldano. Ne “Il rosso e il nero” è possibile rintracciare tutto il fascino e la complessità della vita, di una vita qualunque che “qualunque” non potrà mai essere.

Registrato mercoledì 18 novembre 2009 - Compagnia: C.P.T. - Centro Prospettive Teatrali 1961






Ventiquattresimo appuntamento: LE AVVENTURE DI PINOCCHIO


"C’era una volta... - Un re! - diranno subito i miei piccoli lettori.
No ragazzi, avete sbagliato. C’era una volta un pezzo di legno."
Nella bottega del falegname mastro Ciliegia si trova un pezzo di legno di poco valore, che il falegname intende trasformare in una gamba di tavolino.
All’improvviso, però, il pezzo di legno comincia a parlare e mastro Ciliegia, spaventato, lo regala all’amico Geppetto, capitato in quel momento nella sua bottega per chiedergli un pezzo di legno per costruire un burattino. Ma ...

Pinocchio. O meglio, Le avventure di Pinocchio.
La storia del burattino più amato al mondo.
Una storia ricca, una storia divertente, una storia densa.
Incontri, personaggi, luoghi, emozioni che giocano a sorprendere e fanno crescere Pinocchio, ognuno di noi.
Tutti abbiamo bisogno di un Geppetto che si prenda cura di noi, tutti conosciamo un Grillo Parlante, tutti siamo tentati da una Volpe e da un Gatto, tutti vogliamo bene a una Fata Turchina.

Il burattino di legno si racconta grazie a due attori e a un legno davvero speciale: quello del palcoscenico.

Registrato domenica 27 gennaio 2013 - Compagnia: RAMI Percorsi Teatrali






Ventitreesimo appuntamento: ZIA MAME


Nella quotidianità, nelle gioie, nei dolori, nelle fatiche, nella solidarietà stiamo scoprendo o riscoprendo o ridefinendo il ruolo della famiglia.
Immaginiamoci un ragazzino preadolescente rimasto orfano: la sua tutrice diventa una parente che nemmeno conosce. Tristezza e timore lo accompagnano di fronte a quella porta che diventerà la sua casa.
Ma se ad aprire arriva Zia Mame... beh, rotti gli indugi iniziali, l'atmosfera cambia. E al ragazzino si squaderna davanti l'incontenibile energia dell'America del primo Novecento. Una zia che viaggia, che organizza feste, che si innamora senza reticenze e senza tabù. Bizzarra curiosità e sorridente leggerezza dominano il romanzo di Patrick Dennis che tratteggia una Mary Poppins acuta e irriverente.

Registrato mercoledì 2 novembre 2011 - Compagnia: Crocevia dei Viandanti






Ventiduesimo appuntamento: CENT’ANNI DI SOLITUDINE


Un uomo vestito di bianco, arrivato in Europa dall'altra parte del mondo...
Siamo nel 1982 alla presenza della corte di Svezia. L'uomo vestito di bianco è Gabriel Garcia Marquez, emozionato al ritiro del premio Nobel per la letteratura. Il romanzo che lo ha consacrato come autore immortale si intitola "Cent'anni di solitudine". Un classico del realismo magico. Realtà e fantasia si fondono in un intreccio che procede lento o veloce, chiaro o inaspettato, calmo o vorticoso.
Sullo sfondo di una leggendaria Macondo si muovono creature che tanto ci somigliano e tanto sono incomparabili a noi.
Ogni tanto ci sembra di perdere il filo, di non saper più riconoscere i personaggi, di non capire il senso di certi dettagli. Siamo sorpresi e disorientati: ma questa è realtà o magia?

Registrato martedì 30 ottobre 2007 - Compagnia: A.R.I.E.L.

Registrazione video integrale dello spettacolo con presentazione a cura della prof.ssa Valeria Rapetti







Ventunesimo appuntamento: IL TRATTAMENTO RIDARELLI


È una bella giornata di sole e tra i cinguettii degli uccellini e i deliziosi profumi dell’aria, il signor Mack si dirige spedito verso la stazione. Le sue guance sono ancora fresche dei baci dei suoi bimbi e nella cartella porta un bel pranzetto; sta andando al suo adorato lavoro: di professione fa l’assaggiatore di biscotti e se oggi arriverà in tempo, potrà testare i suoi dolcetti preferiti. Il povero signor Mack ancora non lo sa, ma lungo la strada, proprio oggi, gli è stato preparato il pestilenziale trattamento Ridarelli. Di cosa si tratta? Un enorme mucchio di umidiccia cacca di cane messa lì apposta non da un cane, ma dai Ridarelli, esseri minuscoli e pelosi che, avendo a cuore la difesa dei diritti dei bambini, li seguono ovunque per essere sicuri che i grandi li trattino bene. Se un adulto, per esempio, fa una scorreggia e dà la colpa al bambino, ecco che scatta il meritato trattamento Ridarelli: un’odiosa pestata di cacca, per una, due, tre, insomma per tutte le volte che serve. Ma cosa ha mai fatto ai suoi bambini il mite signor Mack per meritarsi questo? Ha spedito i suoi figli a letto senza cena. In verità, è stato solo per un minuto, peccato però, che a quel punto i Ridarelli erano già via a munirsi di cacca dal fidato cane Rover. E allora? Bisogna trovare il modo di fermare in tempo la scarpa del signor Mack che, distratto da un gabbiano in vena di confessioni sui gusti alimentari, rischia un trattamento immeritato.

Registrato Domenica 18 marzo 2018 - Compagnia: Ariel Junior






Ventesimo appuntamento: 1984


Smart working, didattica a distanza, shopping online, spettacoli in streaming, call con parenti, amici e colleghi...
In queste settimane abbiamo familiarizzato con queste parole e le abbiamo fatte entrare nelle nostre abitudini quotidiane. Con ogni nostro clic abbiamo regalato informazioni, ci siamo lasciati profilare, abbiamo ceduto dati. Ma chi elabora tutti questi elementi? Chi influenza i nostri comportamenti, il nostro pensiero e il nostro linguaggio?
Orwell nella realtà distopica di "1984" aveva profeticamente intuito che ci fosse un Grande Fratello pronto a spiarci e a manipolarci. Il tema di fondo è la libertà: quanto siamo liberi? A quale prezzo siamo disposti a cedere territori della nostra autonomia? Quanto è comodo lasciare agli altri la responsabilità delle scelte?

Registrato il 20 ottobre 2010 - Compagnia: GLI AMMAZZACAFFE'






Diciannovesimo appuntamento: L'ELEGANZA DEL RICCIO


"Gli adulti hanno un rapporto isterico con la morte, diventa un affare di stato, fanno un sacco di storie, e dire invece che è l'evento più banale del mondo."
Queste sono parole di Paloma, la giovane protagonista de "L'eleganza del riccio", una ragazzina di dodici anni che finge di essere spensierata come la sua età impone. L'altra protagonista è Renee, una donna di mezza età che si presenta trasandata e senza desiderio di riscatto, come il suo lavoro di portinaia impone. Ma qual è il loro rapporto con la realtà? Come attraversano la vita? Sembrano aver preso una pausa dall'esistenza, una sorta di anestesia.
Questo "vivi nascosto" porterà una forma di felicità? Noi, adesso, lo auguriamo a noi stessi, ma cerchiamo di scoprirlo nelle parole di Muriel Barbery.

Registrato il 6 novembre 2019 - Compagnia: Schedía Teatro






Diciottesimo appuntamento: LA STORIA DI RUTH


Dopo Abramo, riproponiamo la registrazione video del secondo spettacolo della serie Ti racconto la Bibbia: “La storia di Ruth”.
Ruth e la suocera Noemi vengono investite da una serie di tragedie e la morte dei loro uomini segna ineludibilmente la loro esistenza. Ma Booz si prenderà cura di loro e diventerà il loro Goel, il loro riscattatore.
Una storia quanto mai attuale, dunque; di tragedia e di morte ma anche di resurrezione, umana e non solo.
Perché da Booz e Ruth discenderà il re Davide, e dalla stirpe di Davide…






Diciassettesimo appuntamento: LA STORIA DI ABRAMO


In questa Settimana Santa che, in un modo mai vissuto prima, ci conduce alla Pasqua, riproponiamo le registrazioni video dei due spettacoli di “Ti racconto la Bibbia”.
Cominciamo con “La storia di Abramo”, che racconta quanto scritto nel libro della Genesi, nei capitoli dal 12 al 25.
Abramo, che “per fede” compie ogni sua scelta, sperando contro ogni speranza, crediamo possa illuminare questo tempo così drammatico, sia per chi vive la stessa fede sia per chi non crede.
Nella convinzione assoluta, che ci arriva proprio dal momento più drammatico dell’esistenza di Abramo, che sempre e in ogni circostanza Dio vuole la vita, e mai la morte.

Registrato il 20 aprile 2009 - Compagnia: Ariel






Sedicesimo appuntamento: LA BAMBINA DRAGO


In una Cina immaginaria vive Min, una bambina perfida, che si diverte ad affibbiare soprannomi crudeli a tutti i suoi compagni e a strapazzare chiunque le capiti a tiro. Il giorno del suo compleanno rovina la festa insultando la dolce Liu e il suo grazioso dono, e il drago protettore della famiglia di Liu interviene, condannando la sgarbata ospite a trasformarsi in drago e a vagare per un anno nel vasto mondo coperta di squame. La vita da drago è dura per una ragazzetta viziata, ma è anche l’occasione per imparare tante cose sugli altri, per mettersi finalmente alla prova, per apprendere la fatica di chiedere scusa.

Registrato Domenica 12 marzo 2017 - Compagnia: Ariel Junior






Quindicesimo appuntamento: IL PRANZO DI BABETTE


Meglio il film o il libro? Domanda un po' banale, però abbiamo una risposta d'eccezione: il film preferito di Papa Francesco è "Il pranzo di Babette". Gli piacerà per la storia di riscatto della protagonista che riesce a sopravvivere al dolore di aver perso la sua famiglia e di essere stata tradita nei suoi ideali politici. O si sarà rivisto in una storia di migrazione. O apprezzerà lo slancio di generosità non banale di questa cuoca che lascia tutti senza parole.
Attraverso le parole di una donna, Karen Blixen, e i gesti di un'altra donna, la protagonista Babette, possiamo scoprire quel fascino misterioso che arriva proprio a tutti.

Registrato mercoledì 18 novembre 2015 - Compagnia: A.R.I.E.L.






Quattordicesimo appuntamento: IL GRANDE GATSBY


Due enormi occhi tristi di donna fluttuanti su uno sfondo azzurro: questa immagine venne scelta da Fitzgerald per la prima edizione del suo romanzo. Una copertina dolce, malinconica, anticipatrice di quella cultura pop che sarebbe stata la cifra distintiva dell'arte e della letteratura statunitensi.
Siamo a New York, la città frenetica degli anni '20, la città in cui il sogno americano del successo si intreccia con la solitudine del vuoto che sta dietro il successo o del vuoto di chi non riesce ad avere successo.
Chissà cosa vedrebbero oggi quegli occhi di donna in una New York improvvisamente silenziosa? Rendiamo omaggio ad una città che è diventata un simbolo.

Registrato mercoledì 5 novembre 2014 - Compagnia: Schedía Teatro






Tredicesimo appuntamento: L’INSOSTENIBILE LEGGEREZZA DELL’ESSERE


Questa situazione si rivela ogni giorno più pesante. Ma che cos'è la pesantezza? E' serietà, è gravità, è oppressione? E' realismo, è maturità, è immobilismo? E al contrario, leggerezza cos'è? C'è bisogno di leggerezza, ecco un'altra frase che sentiamo spesso.
Kundera è riuscito a fondere queste parole in un titolo che già di per sé suona vago e suggestivo come una poesia ed evidente e inconfutabile come una verità religiosa: "L'insostenibile leggerezza dell'essere". "Il suo romanzo ci dimostra come nella vita tutto quello che scegliamo e apprezziamo come leggero non tarda a rivelare il proprio peso insostenibile", così scrive Calvino a proposito di quello che è assolutamente un classico della contemporaneità. Storie d'amore che s'intrecciano e che possiamo seguire con la leggera acutezza dell'intelligenza e/o con la pesante ricerca di solidi fondamenti identitari.

Registrato mercoledì 2 dicembre 2009 - Compagnia: GLI AMMAZZACAFFE'






Dodicesimo appuntamento: IL LIBRO DELLA GIUNGLA


Mowgli è un piccolo bimbo trovato abbandonato nella giungla da Akela, il capo di un branco di lupi. Il bimbo indifeso ma furbo diverte il lupo e lo porta nella grotta dove vive con la sua famiglia. Qui è nutrito da Raksha è da loro protetto da Sher Khan, una tigre zoppa, in cerca di un facile pasto. Mowgli impara la legge della giungla quanto a cacciare e pensare come i lupi. Cresce con i cuccioli, forte e agile nella giungla e fa amicizia anche con altri animali. Akela il capobranco diventa vecchio e i lupi più giovani sono incoraggiati ad ucciderlo e portare Mowgli da Sher Khan. Mowgli usa il fuoco per cacciarli via. Scova Sher Khan e con la minaccia del fuoco lo avverte di stare lontano. Mowgli è dispiaciuto perchè capisce adesso che è un uomo e questo significa vivere con gli uomoni e lasciare la sua casa, la giungla. Un giorno Mowgli usa il bestiame del villaggio e con l’aiuto di un suo amico lupo intrappola ed uccide la tigre Sher Khan, ma gli abitanti, prendono Mowgli a sassate quando ritorna dopo l’uccisione. Così Mowgli ritorna nella giungla dove Akela e la sua famiglia lo accetta con gioia.

Registrato Domenica 8 febbraio 2015 - Compagnia: RAMI Percorsi Teatrali






Undicesimo appuntamento: MILLE SPLENDIDI SOLI


Afghanistan 1978. La protagonista di Hosseini nasce in quel luogo e in quel momento. Lo sfondo della sua vita è la guerra. Quali guerre? Le più varie. Chi sono i nemici? I più vari. Chi sono gli alleati? I più vari. Quali sono gli esiti? I più vari.
Eppure non è un libro di guerra. La guerra è solo il doloroso ma inevitabile sfondo della vita. Il centro del racconto è un altro: l'amicizia, l'amore, la fraternità, il desiderio di sapere. Ogni persona per sopravvivere deve lottare, ma se vuole vivere pienamente, non deve rinunciare alla propria interiorità e a coltivare un rapporto autentico con gli altri. Questa è la strada consigliata per vivere "Mille splendidi soli".

Registrato mercoledì 6 ottobre 2010 - Compagnia: Crocevia dei Viandanti






Decimo appuntamento: DON GIOVANNI


"Là ci darem la mano, là mi dirai di sì".
Là... ma là dove? Siamo sicuri che possiamo andare fino là?
Ci darem la mano... Ma senza guanti?
Mi dirai di sì... Ma come la mettiamo con il distanziamento sociale?
No, per seguire Don Giovanni dobbiamo cambiare paradigma. Abbandoniamo le regole e le paure dell'oggi, tuffiamoci in un'atmosfera che ci sollevi gli animi, apriamoci alla libertà del sentimento. Con l'arte si può!

Registrato mercoledì 8 novembre 2017 - Compagnia: Schedía Teatro






Nono appuntamento: DON CAMILLO - mondo piccolo


Se ci dicono “Don Camillo”, cosa ci viene in mente? Film in bianco e nero, una tonaca svolazzante, dei baffi importanti (perché Don Camillo è inscindibile da Peppone) e… sera d'estate. Sì, tutti hanno fatto questa esperienza. Vedere per l'ennesima volta un film sul personaggio simbolo della narrativa di Guareschi, coincide con il picco dell'estate. E se fuori l'afa morde, e le zanzare mordono ancora di più, il potere consolatorio delle vicende di Brescello arriva come un balsamo. L'atmosfera familiare dei paesi della bassa, la calda religiosità popolare, la politica dei fatti e delle maniche di camicia arrotolate per il lavoro, riescono a mettere pace. Certo, ora il picco non è quello dell'estate, ma si spera che l'effetto benefico sia il medesimo.

Registrato mercoledì 19 novembre 2014 - Compagnia: A.R.I.E.L.






Ottavo appuntamento: CLOROFILLA DAL CIELO BLU


Ariel J racconta: “Clorofilla dal Cielo Blu”, una storia fanta-ecologica.
La protagonista di questa simpatica storia è Clorofilla, una pianta antropomorfa, cioè una pianta con sembianze umane, che proviene dal pianeta verde. Clorofilla è malata a causa dell’inquinamento del pianeta Terra e viene affidata al più famoso botanico terrestre, il professor Erasmus, che però è iscritto alla 'Lega dei nemici dei bambini, cani, gatti e animali affini'. A casa di Erasmus capitano anche per sbaglio due ragazzini, che si presume siano suoi nipoti, Michele e Francesca. Questi, con l'aiuto della portinaia Cesira e della figlia Lorenza, si occupano di Clorofilla e assistono il professore nella ricerca di un antidoto. Studia e studia, Erasmus inventa il Verdeplasma, un siero miracoloso che fortifica la piante e aiuta Clorofilla a resistere sino al ritorno dei genitori.
Ma quando ci sono di mezzo i bambini…accade sempre qualche.. piccolo o grande…guaio!

Registrato Domenica 27 marzo 2011 - Compagnia: Ariel Junior






Settimo appuntamento: IL POSTINO DI NERUDA


"Ma i treni che conducono al paradiso sono sempre accelerati e si impantanano in stazioni umide e soffocanti. Sono treni espresso soltanto quelli con destinazione inferno." L'inferno della transizione verso la dittatura in Cile, ma anche il paradiso della poesia, fino ai vertici del Premio Nobel a Neruda nel 1971: tra questi grandi eventi sbocciano la vita, le emozioni e la creatività di Mario, il postino. Sì, perché di fronte a Neruda, Allende e Pinochet, Skarmeta individua il protagonista in un uomo come tanti che, proprio in quanto tale, ha da raccontare la sua esperienza, i sentimenti, i sogni e le parole con cui disegna la vita.

Registrato mercoledì 8 ottobre 2014 - Compagnia: Irina Lorandi & Matteo Vitanza






Sesto appuntamento: I MILANESI AMMAZZANO AL SABATO


Tanto vicina eppur in questi giorni così lontana, irraggiungibile. Milano! Il Duomo chiuso, le piazze vuote, i flash mob sui balconi... Che descrizione strana! Certo non corrisponde a nessuna cartolina e a nessun sito di promozione turistica. Quella di oggi non è la Milano che conosciamo. Che nostalgia! Per le strade di Milano si muovono i protagonisti dell'inconsueto giallo di Scerbanenco. Certo è una città comunque "a parte": una famiglia in difficoltà economiche e sociali, un po' ai margini, una storia che si dipana in ambienti alquanto equivoci e ambigui, nemmeno questi pubblicizzati sulle guide turistiche. E allora, all'insegna dell'evasione, seguiamo il medico-investigatore Duca Lamberti nel tentativo di risolvere il suo caso. Ci riuscirà?

Registrato venerdì 12 ottobre 2012 - Compagnia: A.R.I.E.L.






Quinto appuntamento: GRECO CERCA GRECA


Un'esistenza ordinaria. Un'esistenza come tante. Anzi, con il coraggio di mostrare a tutti le proprie idiosincrasie, il proprio essere fuori tempo e fuori dal coro. Ma in fondo, un'esistenza in cui il protagonista dell'opera di Durrenmatt ha trovato il proprio equilibrio. Però poi qualcosa cambia. E quanto impegno serve a ritrovare la stabilità. E quante domande. Perché? Perché proprio a me? Perché proprio a lui? Ma sarà vero? E se fosse un imbroglio? E se fosse una manovra di chissà quale misterioso mandante? E soprattutto: sono pronto a cambiare davvero? Queste domande, dalla novella coppia di "Greco cerca Greca" possiamo trasferirle al vissuto di ciascuno di noi. Chissà se riusciremo ad avere lo stesso sguardo tagliente e dissacrante di Durrenmatt?

Registrato mercoledì 19 ottobre 2011 - Compagnia: Schedía Teatro






Quarto appuntamento: ADDIO ALLE ARMI


Siamo in un clima di guerra. Tutti siamo interpellati in prima persona a svolgere il nostro dovere per l’interesse personale e collettivo. Ma nella fatica della quotidianità non vediamo l'ora di arrivare alla fine, di dire “Addio alle armi”. Possiamo immergerci nelle parole di Hemingway, e oggi come allora c'è la paura, c'è il disorientamento, c'è l'angoscia, c'è il dolore e c'è, purtroppo, persino la morte. Ma la nostra è una guerra buona, è una guerra che ha un senso, è una guerra che dobbiamo vincere. Un dettaglio che può apparire una singolare coincidenza: il titolo originale di questo che sarebbe riduttivo definire un romanzo sulla Prima Guerra Mondiale, può essere tradotto anche con “Addio alle braccia", nel senso di addio agli abbracci. Perché la guerra, qualunque guerra, allontana in qualche modo dagli affetti. Anche la nostra.

Registrato mercoledì 21 ottobre 2009 - Compagnia: Ariel






Terzo appuntamento: STORIA DI UNA GABBIANELLA E DEL GATTO
CHE LE INSEGNÓ A VOLARE


Ariel J racconta…a modo suo… la storia di Fortunata e del gattone Zorba. Dopo essere capitata in una macchia di petrolio nelle acque del mare, la gabbiana Kengah atterra, in fin di vita, sul balcone del gattone Zorba, al quale strappa tre promesse solenni: di non mangiare l’uovo che lei sta per deporre, di averne cura e di insegnare a volare al piccolo che nascerà. Così, alla morte di Kengah, Zorba cova l’uovo e, quando si schiude, accoglie la neonata gabbianella nella buffa e affiatata comunità felina del porto. Ma come può un gatto insegnare a volare ad un gabbiano? Tra risate e personaggi bizzarri Ariel J propone un messaggio importante di accoglienza, accettazione delle diversità e amore!

Registrato Domenica 23 febbraio 2014 - Compagnia: Ariel Junior






Secondo appuntamento: DOTTOR ŽIVAGO


“Esiste una comunità e società più vasta, quella universale degli spiriti liberi alla quale Pasternak come uomo e come poeta appartiene di pieno diritto.” Così si esprime Silone a proposito della turbolenta e incompiuta assegnazione del Premio Nobel all’autore de “Il dottor Zivago"; e noi oggi, per essere parte di questa comunità universale, non abbiamo bisogno di uscire di casa, ci basta assaporare le parole di Pasternak e seguire i suoi personaggi nei loro viaggi, nel loro invecchiare, nell'intrecciare le loro singole vite con la Storia dell'Unione Sovietica.

Registrato Mercoledì 7 ottobre 2009 - Compagnia: Schedía Teatro






Primo appuntamento: IL NOME DELLA ROSA


Nei giorni in cui il Medioevo viene evocato come l'epoca buia della peste, vale la pena di richiamare alla memoria che, oggi come allora, l'apparente oscurità è piena di sfumature.
E Umberto Eco ne "Il nome della rosa" è maestro nell'avvolgere in raffinatissime ombre un monastero che pare essere covo di esecrabili peccati e delle peggiori perversioni dell'uomo, ma è anche incredibile virtuoso nell'illuminare il desiderio di conoscenza e di libertà del pensiero che nessuna legge ha il potere di soffocare.

Registrato Mercoledì 4 novembre 2009 - Compagnia: Crocevia dei Viandanti






RACCONTI IN TEMPO DI PESTE




cinemateatroNuovo è felice di condividere questa bellissima iniziativa con tutto il suo pubblico

Progetto di Corrado d’Elia e Sergio Maifredi
Prodotto da Compagnia Corrado d’Elia e Teatro Pubblico Ligure

la Compagnia Corrado d'Elia e Teatro Pubblico Ligure si uniscono in un progetto che regali - in questo momento così difficile - ogni giorno, per cento giorni, un racconto, a comporre una stagione web di contributi culturali che sia una risposta al presente e un patrimonio per il futuro.

Racconti nati qui e ora per noi, per Voi; donati con generosità (in un momento in cui il Teatro e i suoi lavoratori sono fermi e senza lavoro) da artisti, scrittori, giornalisti, poeti, musicisti. Perché l’arte, la parola, la musica è ciò che ci fa sentire insieme oltre la paura.

Ogni giorno in scena da mezzogiorno in punto su:

www.corradodelia.it/raccontintempodipeste

www.facebook.com/raccontiintempodipeste