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Stagione teatrale "Altre storie oltre il sipario"

mercoledì 25 marzo 2020

Ore 10.00

SIAMO UOMINI O CAPORALI

Compagnia: Eccentrici Dadarò

Regia: Mario Gumina

Con: Andrea Ruberti, Dadde Visconti, Umberto Banti

Riconoscimenti: musiche Marco Pagani
voce fuori campo Rossella Rapisarda
costumi Mirella Salvischiani
scene Alessandro Aresu e Gianni Zoccarato

Età: da 11 a 14 anni

Durata: 55

Genere: clownerie, visual comedy

Prezzo biglietto: intero € 7,00 - ridotto € 6,00










  Scheda didattica spettacolo  


Vincitore Concorso Nazionale Cantieri di Strada 2014

"Lo spettacolo mi ha sorpreso per la sua qualità, per l’efficacia e la raffinatezza, la densità di citazioni non banali e, infine, la scelta di prendere spunto dagli stereotipi – principalmente quelli nazionali – non per accettarli ma per farne occasione di riflessione"
Luca Alessandrini – Direttore dell’Istituto Storico Parri – Bologna


Ci sono un tedesco, un americano e un italiano. Sembra l’inizio di una barzelletta, ma questa è una storia vera. Una storia senza tempo, come i suoi tre protagonisti, come quello che li muove, come quello da cui scappano.
Tre clown-soldati, reduci di tutte le guerre della storia, arrivano per innalzare un monumento ai caduti di ogni guerra e ricordare quanta stupidità ci sia stata nella storia.
E così, anche se gli stupidi ai nostri occhi sembrano loro, con tutte le debolezze, ingenuità e comicità tipiche del clown, i veri stupidi in realtà risultiamo essere noi, che non impariamo mai dalla storia e dimentichiamo tutto.
Per questo bisogna innalzare monumenti a imperitura memoria, per non dimenticare.

"SIAMO UOMINI O CAPORALI" nasce a cent’anni dalla prima guerra mondiale, come esigenza
di portare ai ragazzi uno spunto di riflessione sul tema dei conflitti umani. Uno spettacolo che
mette in scena tre divise di diverso colore, perché questa sia la storia di ogni guerra. Per
fermarsi un attimo. Per creare lo spazio vuoto delle domande.
Sul palco tre soldati con il fucile e il naso rosso. A loro il delicato compito di toccare questo
tema con il linguaggio teatrale proprio dei clowns, perennemente in bilico tra il comico e il
tragico, prendendo ispirazione dai grandi che li hanno preceduti.
Primo tra tutti Chaplin con "Il grande Dittatore", poi il teatro patafisico di Vian e Jarry, il
teatro dell’assurdo di Beckett e Jonesco con i loro personaggi paradossalmente atroci e
grottescamente esilaranti.




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