© cinemateatroNuovo 2020 - Tutti i diritti riservati
Norme sulla privacy e Normativa estesa sull'utilizzo dei cookie
10 marzo 2027
mercoledì ore: 10.00
ODISSEA, ERRARE È UMANO
Compagnia: Manifatture Teatrali Milanesi
Regia: Claudio Intropido
Con: Giulia Marchesi e Marco Vitiello
Autore: Valeria Cavalli - Disegno luci: Claudio Intropido
Assistente al progetto: Isabella Perego - Voci fuori campo: Pietro De Pascalis e Isabella Perego
Collaborazione didattica: Prof.ssa Simonetta Muzio - Scene: Marco Muzzolon
Costumi: Francesca Biffi - Staff tecnico: Marco Meola
Responsabile di produzione: Susanna Russo - Produzione: Manifatture Teatrali Milanesi
Età: dagli 11 anni
Durata: 70
Genere: teatro d'attore
Prezzo biglietto: intero € 9,00 - promozione € 8,00 - DVA certificati 50% del prezzo intero.
Potendo si sarebbe fatto volentieri a meno di tutta questa mitologia ha scritto Cesare Pavese nella prefazione dei Dialoghi con Leucò.
Potendo, ma non si può perché il mito è fonte inesauribile di simboli e di storie. Mito dunque è un modo di raccontare e un modo di pensare. Ci porta dal lontano passato al nostro quotidiano presente e poiché il mito è fatto di un groviglio di racconti, ci conduce inevitabilmente all'incontro con il Teatro.
Il viaggio di Ulisse è il viaggio della vita che ci fa attraversare mari calmi e tempestosi, ci apre a nuovi incontri, ci obbliga a scontrarci con l'ignoto che fa sussultare di paura e a conoscere la gioia.
Affrontare l'Odissea è, appunto, un'odissea! Un'opera grandiosa che racconta le imprese di Ulisse, re di Itaca, quando si lascia alle spalle la sanguinosa guerra di Troia e si ritrova a vagare per il Mediterraneo, sognando sempre il ritorno a casa.
Omero, pur descrivendolo come l'eroe dal multiforme ingegno, ne sottolinea anche l'umanità, che lo porta a sbagliare come succede ad ogni mortale; il suo lungo viaggio è un appassionante racconto avventuroso fra tempeste, canti di sirene, mostri orribili, incontri con l'amore e con la morte.
Odissea, errare è umano accompagna il giovane pubblico ad accostarsi all'archetipo del romanzo di formazione in cui la parola errare ha un doppio significato, quello del vagare cercando la propria strada e quello della possibilità di sbagliare. Come sempre il nostro percorso artistico si discosta dalla filologia per avvicinarsi invece a un'interpretazione più contemporanea che, come succede in tutti i grandi classici, è già presente nell'opera stessa.