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Filmforum 1995/1996 - 1° ciclo

1 dicembre 1995

LA MORTE E LA FANCIULLA

Regia: Roman Polanski

Con: Sigourney Weaver, Ben Kingsley, Krystia Mova, Jonathan Vega

Nazionalità: Regno Unito

Durata: 107

Genere: Drammatico


Paulina Escobar abita col marito avvocato Gerardo in una casa sul mare, isolata, a picco su una scogliera, in prossimità di un faro, in un paese dell’America Latina. Gerardo è stato convocato nella capitale per un incarico di estrema fiducia: dirigere una commissione che dovrà indagare sulla violazione dei diritti umani, più volte verificatasi negli anni della recente dittatura, durante i quali Paulina ha subito tremende torture. La donna ha ascoltato alla radio la notizia di quell’incarico, (di cui il marito non le aveva fatto parola), poco prima che un violento temporale facesse saltare la corrente all’imbrunire, mentre era in attesa del suo ritorno. Quindi rimane sorpresa e poi atterrita quando ode avvicinarsi un’automobile che dal rumore avverte non esser quella del marito: è uno sconosciuto che ha dato un passaggio a Gerardo rimasto in "panne". Paulina è contrariata per l’incarico del marito ma dopo un acceso diverbio con lui, sembra rasserenarsi. Si preparano ad andare a dormire, quando di nuovo si ode il rumore di un’automobile: è di nuovo lo sconosciuto di prima, di ritorno perché ha dimenticato di consegnare la ruota di scorta rimasta sulla strada. Questa volta Gerardo fa entrare il cortese ospite: è il dottor Roberto Miranda, lo fa accomodare e gli offre da bere. Pauline rimane in camera sconvolta. Ha riconosciuto la voce dell’ospite e non ha dubbi: è uno dei suoi torturatori di quindici anni prima. Mentre i due chiacchierano e bevono (abbondantemente) Pauline va macchinando un processo-vendetta ai danni del suo presunto torturatore. Mentre ambedue dormono pesantemente, la donna lega ed imbavaglia l’ospite sospetto dopo averlo stordito con un forte colpo sul capo, e dopo aver inserito nel registratore il nastro de "La morte e la Fanciulla" di Schubert, che ricordava accompagnare atrocemente gli indimenticabili momenti delle torture subite. Da quel momento la notte è d’incubo: Paulina istericamente convinta di essere davanti al più cinico dei suoi torturatore d’un tempo; Roberto Miranda che - pur terrorizzato - continua a negare d’averla mai conosciuta; Gerardo che pur sconvolto sotto la minaccia della pistola di lei, trovando il suo procedere assurdo e segno di follia, cerca di farla ragionare.

Fonte: www.cinematografo.it






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