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14 ottobre 2026
IL TRENO DEI BAMBINI
Scritto da: Viola Ardone
Regia: Schedía Teatro
Compagnia: Schedía Teatro
Durata: 60
Napoli, inverno 1946.
La guerra è finita, ma non la fame e la miseria. Nei vicoli dei quartieri spagnoli di Napoli i bambini si nutrono di tozzi di pane o di quello che trovano o rubano al mercato, camminano a piedi scalzi, perché le famiglie non hanno i soldi per comprare le scarpe e i piccoli imparano molto presto l'arte di arrangiarsi.
Amerigo è un bambino di otto anni, figlio di Antonietta che prima di lui ha avuto un altro figlio, che però è morto a tre anni. Il padre non c'è, forse un giorno tornerà dall'America, dove è andato (secondo Amerigo).
Incontriamo Amerigo e Antonietta nella prima pagina del libro, mentre si recano in un locale del comune, dove una signorina di nome Maddalena Cresciuolo, che dice di aver combattuto contro l'oppressione dei nazisti, si congratula con Antonietta, perché sta facendo un regalo al figlio. Il P.C.I. ha organizzato dei treni speciali per portare i bambini di Napoli in Emilia e Antonietta, pur sentendosi in colpa, vuole offrire questa opportunità al figlio. Amerigo partirà assieme a tanti altri bambini, rimarrà ospite di Derna, per alcuni mesi, andrà a scuola, incontrerà e passerà le sue giornate con la famiglia della sorella di Derna e si affezionerà ad Alcide, il capofamiglia, che lo tratta come uno dei suoi figli. Amerigo imparerà a suonare il violino e quando ritornerà a Napoli scapperà di nuovo verso il Nord e tornerà soltanto parecchi anni dopo per il funerale della madre. Questo ultimo ritorno gli farà capire tante cose, soprattutto riguardo alla madre, che è una figura molto bella.
Introduzione a cura della prof.ssa Viviana Maltagliati
Con il patrocinio del comune di Magenta